Urologia Carlo Pianon
Protesi incontinenza maschile

Al giorno d’oggi l’incidenza dell’incontinenza urinaria da sforzo, valutata a 12 mesi dall’intervento, nei pazienti sottoposti a prostatectomia radicale per carcinoma prostatico varia dal 5% al 15-20% mentre l’incontinenza dopo resezione endoscopica (transuretrale) della prostata per ipertrofia prostatica benigna è circa dell’ 1%.


 
Le cause chirurgiche che determinano l’incontinenza urinaria dopo chirurgia prostatica sono da ricondurre ad una lesione più o meno grave dello sfintere uretrale esterno.
Tuttavia oltre ai problemi di tecnica chirurgica esistono fattori di rischio preoperatori dell’incontinenza come lo stadio della malattia, l’età del paziente, alcune malattie del sistema nervoso e del sistema endocrino.


L'incontineza urinaria post-chirurgica si può manifestare con caratteristiche diverse: associata a condizioni di sforzo (la tosse, lo starnuto, il sollevamento d’oggetti da terra o in situazioni di cambio di postura), ma alcune volte, può essere mista, associata cioè; ad urgenza (quando lo stimolo urinario improvviso non consente di arrivare fino al bagno).
Nei casi più gravi la perdita d’urina è continua ed il paziente non riesce ad interrompere lo sgocciolamento.


Possibilità terapeutiche:

Riabilitative

La riabilitazione perineale è indicata dalle linee-guida dell’International Continence Society come primo approccio terapeutico per l’incontinenza urinaria a tutti i livelli e secondo alcuni Autori può raggiungere il 70 per cento di guarigione nei pazienti con incontinenza lieve.
Ai nostri pazienti dopo l’intervento di prostatectomia radicale viene sempre prescritto almeno un ciclo riabilitativo.

Farmacologiche

È possibile avere dei buoni risultati con la farmacoterapia solo nell'incontinenza legata ad un'anormale attività vescicale (incontinenza da urgenza.
La duloxetina è l’unico farmaco indicato per l’incontinenza urinaria da sforzo.
È un inibitore bilanciato del reuptake della serotonina e della noradrenalina (i due neurotrasmettitori sono i principali regolatori dei movimenti dello sfintere uretrale e l’aumento della loro concentrazione migliora la capacità di contrazione dello sfintere e quindi della continenza).
Il farmaco è abbastanza ben tollerato anche se la sua efficacia non è ottimale nelle incontinenze iatrogene. Ai dosaggi maggiori può dare nausea.

lniezioni periuretrali

Sono stati proposti diversi tipi di materiali biologici e sintetici inerti e anallergici da iniettare vicino allo sfintere uretrale.
Questi materiali, comprimendo l’uretra, cercano di ripristinare il meccanismo della continenza.
La tecnica di esecuzione e’ semplice ma i risultati molto aleatori .

Protesi regolabili pro ACT (Adjustable Continence Therapy)

Queste nuove protesi agiscono con lo stesso meccanismo delle sostanze iniettabili con il vantaggio di poter regolare il grado di compressione dell’uretra.
Le protesi consistono in due palloncini in silicone espandibili posizionati ai lati dell’uretra e gonfiabili ambulatorialmente fino ad ottenere il risultato desiderato.

I risultati non sono sempre ottimali anche per la possibilita’ di migrazione (spostamneto di sede) dei palloncini

Sling o benderelle
Questo tipo di intervento consiste nel posizionare, con un intervento chirurgico una benderella (di materiale autologo, eterologo o sintetico) sotto l'uretra.
È un intervento relativamente nuovo nell’uomo ma già utilizzato da diversi anni nella donna.
Tale intervento può essere eseguito con diverse tecniche tramite l’ancoraggio della bendarella all’ischio con delle viti in titanio (InVance), con un sistema in grado di regolare la tensione (Argus) o con la tecnica trans otturatoria anch’essa mutuata dalla chirurgia dell’incontinenza femminile.
E’ un intervento mini invasivo indicato per le incontinenze da sforzo lievi e moderate e nell’uomo è tutt’ora in fase di valutazione dei risultati clinici a medio e lungo termine .Sembra che non sempre i risultati perdurino.

Protesi incontinenza maschile


Lo sfintere urinario artificiale AMS 800


Nei casi di incontinenza grave il trattamento di scelta rimane il posizionamento di uno sfintere urinario artificiale tipo AMS 800.
Questo dispositivo è composto da una cuffia circolare che avolge l’uretra chiudendola, da un serbatoio che serve a trasferire il liquido presente nella cuffia per poter urinare che viene posizionato in addome ed un dispositivo di attivazione (pompa) che apre lo sfintere posizionato nello scroto.

Protesi incontinenza maschile
Protesi incontinenza maschile


È un intervento delicato, che richiede una buona esperienza ed ha una probabilità di successo nel 90% dei casi.
Richiede 2-3 giorni di degenza.
In questo periodo si stanno studiando dispositivi con due cuffie nel tentativo di migliorare ulteriormente i risultati.
Un problema puo’ insorgere dall’ischemia che la cuffia, chiudendosi attorno all’uretra, puo’ provocare sui tessuti urterali stessi.


NOVITA’

Da circa due anni posizioniamo un nuovo tipo di protei denominata ATOMS, che consiste in un cuscinetto gonfiabile in silicone posizionato sotto l’uretra che ha appunto il vantaggio rispetto ad altri di essere fisso.ma modulabile nel tempo.
Il Paziente inoltre non deve manovrare alcunche’ (Valvole posizionate nello scroto ad es.) per poter mingere.
Poterla sgonfiare in caso di necessita’, come negli esami endoscopici, ci da’ un ulteriore vantaggio. (vedi filmato in sezione video)